DIVANO LETTO, QUALE SCEGLIERE

Tra gli arredi salva spazio, un posto di rilievo lo occupano i divani che si trasformano in letto. Fissi o componibili, con materassi spesso paragonabili a quelli dei normali letti, gli imbottiti trasformabili risolvono problemi di spazio offrendo il massimo della funzionalità.

Il primo criterio di scelta è la frequenza di utilizzo del letto. Se è previsto un uso quotidiano o comunque abituale vanno considerati due fattori: praticità del meccanismo di apertura e comodità del materasso.

Quando si trasforma spesso l’imbottito, un altro elemento di valutazione è la possibilità di chiudere la struttura con il letto fatto. In genere si consiglia di lasciare solo il lenzuolo, per non sforzare il dispositivo interno. È importante anche considerare dove sistemare cuscini e coperte: in molti casi sono previsti vani contenitori, ricavati per esempio nello spessore dello schienale e dei braccioli o nella base della struttura. Fatte queste considerazioni, va tenuto conto dello spazio disponibile, elemento vincolante in quanto si riflette sulla tipologia del sistema di trasformazione, di conseguenza sulla maneggevolezza e sulla forma dell’imbottito.

Nella scelta del divano va considerata anche la sua posizione nella stanza. In alcuni modelli infatti lo schienale si trasforma in base del letto o scompare sotto la struttura: in questo modo viene meno l’appoggio per i cuscini e per la testa, nel caso in cui per esempio si voglia leggere, e quindi è utile che dietro vi sia una parete. Vanno previsti anche i punti luce per le lampade da lettura. Il tradizionale tavolino laterale è la soluzione ottimale: offre una base, senza doverlo spostare quando si apre il letto. Un’alternativa gradevole e pratica se non c’è spazio sufficiente, è quella di utilizzare due applique, che possono contribuire anche a illuminare l’intera stanza.

 

Meccanismi e sistemi di apertura

 

La trasformabilità non va a discapito del design, anzi ci sono modelli che traggono la loro espressività proprio dal sistema costruttivo. Si tratta delle versioni meno tradizionali, dalla silhouette slanciata e con dimensioni contenute. Sono valorizzate dalla sistemazione in angoli raccolti o dall’abbinamento a sedute completamente differenti. Il meccanismo di trasformazione della struttura prevede anche una posizione intermedia, che consente di ricavare una sorta di chaise longue a due  

Il meccanismo di apertura tramite il ribaltamento dello schienale e il successivo svolgimento consente di lasciare sempre nella loro posizione tutti i cuscini, senza che vadano a contatto con il pavimento. È uno dei sistemi più pratici e diffusi.

 

Quando esiste poco spazio in profondità, conviene puntare su sistemi che prevedono la rete disposta nel senso dello schienale. Possono essere costituiti da una base estraibile che si affianca al piano di seduta, oppure da schienali che si abbassano al livello di quest’ultima, raddoppiandone la superficie d’appoggio.

A strutture in tubolare d’acciaio, dalle linee geometriche sono spesso abbinati meccanismi che consentono gradi intermedi di regolazione. In questo caso, per esempio, l’inclinazione dello schienale e del sedile sono regolabili, in modo da ottenere angolazioni diversificate, fino ai 180° necessari per formare il letto.

 

Imbottitura e materasso

 

L’imbottitura è fondamentale per evitare che la seduta risulti rigida o poco confortevole. Riguardo ai rivestimenti, la gamma è molto ampia: dalle diverse categorie di tessuto, di norma sfoderabili, fino alla pelle, tradizionalmente utilizzata per fodere fisse. A molti modelli possono essere associati anche alcuni optional. Per esempio è possibile avere i cuscini dello schienale regolabili in altezza per rendere più confortevole l’appoggio della schiena, oppure sedute scorrevoli e allungabili che favoriscono il rilassamento degli arti inferiori. In certi casi è opzionale anche la scelta del materasso. Alcuni meccanismi consentono infatti di spaziare fra più versioni, per esempio a molle, normalmente proposta come tipologia standard, oppure in schiuma o in lattice, che hanno costi un po’ più elevati.

 

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